PROROGATA FINO AL 31 MARZO 2014

In collaborazione con la Comunità Ebraica di Venezia e grazie al prezioso contributo finanziario e organizzativo di Venetian Heritage e della Maison Vhernier, la Soprintendenza Speciale per il Polo museale veneziano ha promosso e diretto il restauro dei “Tesori del Ghetto di Venezia”, una collezione di importantissimi oggetti liturgici settecenteschi in argento, recentemente ritrovati nel Ghetto di Venezia.

La mostra


Nel 2016 il Ghetto Ebraico di Venezia celebrerà il suo cinquecentesimo anniversario. Venezia fu per secoli un punto d’incrocio per la cultura ebraica, ed il Ghetto era composto da una comunità prosperosa e internazionale. Ancorché nato come luogo di segregazione, diventò ben presto il punto d’incontro di numerosi gruppi di ebrei di nazionalità diverse, ed una importante risorsa per lo stimolo della vita culturale ebraica in molte altre parti del mondo.
Preparandosi a celebrare questo anniversario, l’organizzazione internazionale Venetian Heritage, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale di Venezia e Sotheby’s New York, ha promosso una speciale mostra itinerante dedicata al restauro di alcuni preziosi oggetti liturgici ebraici veneziani di proprietà della Comunità Ebraica, restaurati grazie al supporto finanziario della Maison Vhernier.
Dopo la puntata newyorkese presso la sede centrale di Sotheby’s e la successiva tappa espositiva al Museum of Fine Arts di Houston, la mostra approda ora alla Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro, presso i cui laboratori si sono svolte lo scorso anno le delicate operazioni di restauro dei pezzi, effettuate dal consorzio RE.CO. – Restauro e Conservazione di beni Culturali (argenti) e dalla ditta Sansovino Restauri (arredi lignei), sotto la direzione scientifica di Claudia Cremonini.  
L’iniziativa viene a corredare, presso le sale adiacenti di Palazzo Duodo, la ricca offerta espositiva del museo in corso nei mesi estivi in concomitanza con la Biennale d’Arte.

Il tesoro del Ghetto

Nel settembre del 1943 due anziani signori veneziani di religione ebraica, responsabili del servizio religioso della Sinagoga Spagnola e di quella Levantina, nascosero una selezione di preziosi oggetti liturgici in un luogo segreto prima dell’arrivo dei nazisti in città…. quei due uomini, non fecero più ritorno dai campi di stermino.
Gli oggetti comprendevano sontuose corone d’argento, bacili, lampade, pensili, candelabri, teche lignee (Tiq) e manufatti vari legati al culto tra cui i tradizionali elementi in argento che adornavano i rotoli della legge ebraica: la Torah.   
I manufatti appartenuti a questo tesoro nascosto rimasero celati e dimenticati fino a qualche anno fa, quando per puro caso, durante il restauro della Sinagoga Spagnola, furono ritrovati dopo anni di oblio. I pezzi, ora restaurati ed esposti in mostra, potranno in futuro essere esposti permanentemente presso il Museo Ebraico di Venezia.
Venezia fu centro di scambio e commercio; l’arte e la cultura ebraiche non furono mai separate dal mondo cristiano, anzi, beneficiarono dell’interazione tra i due mondi. Le sinagoghe erano progettate e costruite da cristiani (tra cui il grande architetto Baldassarre Longhena), e i libri ebraici erano stampati da mano cristiana. Come risultato, la cultura ebraica veneziana influenzò gli ebrei di tutto il mondo. 
Gli oggetti liturgici furono creati da artigiani veneziani nel XVIII e XIX sec. e fanno parte di un patrimonio che evidenzia come la civiltà veneziana diventò esemplare in Europa grazie alla sua multietnicità e multiculturalità.