«E spesso coloro che erano ammessi alla visita scorgevano un operaio intriso di sudore e di polvere di cemento, prono sul pavimento del pianterreno, con due suole di scarpe legate ai ginocchi per potersi trascinare su quelle di metro in metro, lavorare assiduo ed attento a un grande mosaico che nulla aveva da invidiare, per lo spirito arcaico, ai mosaici di san Marco…». (Gino Damerini)